Arcieri di Yr al Bundan Celtic Festival 2005

La compagnia degli Arcieri di Yr (08TIME), oltre ad organizzare importanti eventi nel mondo arcieristico italiano, si sta orientando anche verso la rievocazione storica potendo contare su eminenti esperti di arcieria antica tra i quali spicca, senza bisogno di presentazioni, il nome di Stefano Benini.

Queste preziose risorse hanno trovato il loro naturale sbocco in Bundan 2005. Si tratta di una festa Celtica che si è svolta nello splendido parco golenale della Rocca Possente di Stellata in provincia di Ferrara lo scorso luglio.

Questa, che è stata la prima festa celtica sulle rive del fiume Po, ha voluto riproporre uno scorcio di vita di un villaggio di 2200/2400 anni fa, riuscendo già alla sua prima edizione a coinvolgere oltre dodicimila visitatori.

L’idea di partecipare al Bundan 2005 è nata quasi per gioco ed è stata portata a compimento attraverso l’amicizia e la stima reciproca mi lega a Stefano Benini e agli Arcieri di Yr dei quali siamo entrambi orgogliosi membri.

L’organizzazione e la gestione dello spazio a noi concesso sono state impegnative, ma come tutte le cose fatte col cuore, alla fine ci ha restituito grandi soddisfazioni. Una di queste è senz’altro l’aver coinvolto moltissima gente nei due stages gratuiti aperti al pubblico e diretti da Stefano Benini, riguardanti la costruzione di due diverse tipologie di archi storici con il solo ausilio di una comune ascia, coltello e… chiaramente il mio umile aiuto quale suo apprendista. Due tipologie di legno sono state utilizzate: un tronchetto di olmo stagionato ed un ramo di maggiociondolo tagliato di fresco, anche per evidenziare i due diversissimi approcci che l’antico arcaio doveva affrontare. Particolarmente ardua è stata la fase di ricostruzione dell’arco in olmo europeo con stagionatura di 5 anni, anche per via dell’implacabile solleone di luglio non certo indicato per tale faticosa lavorazione. Si è voluto infatti porre l’accento sulle problematiche del tempo, soprattutto riguardanti la difficoltà di approvvigionamento di legname già stagionato per la costruzione di archi in periodi di battaglia la dove spesso tale disponibilità veniva a mancare e tuttavia l’armaiolo doveva in ogni caso provvedere al fabbisogno. Si è potuto riscontrare in questo modo che anche con legno pressoché verde si possono produrre archi efficienti di discreto libbraggio, avendo la semplice accortezza di tenere il legno abbondantemente impregnato di grasso animale (vedi “Atti dello studio e ricostruzione dell’arco di Fiavè”; Bellintani, Benini, Gonzalez, 2005, Soprintendenza ai Beni Archeologici provincia autonoma di Trento).

Queste manifestazioni hanno avuto un’inaspettata risonanza portando nelle due giornate tra sabato e domenica davanti al nostro “laboratorio storico-sperimentale” circa un centinaio di persone. Momenti sicuramente ad alto contenuto storico-culturale che hanno permesso ai partecipanti di ricevere generose e preziose informazioni come solo Stefano Benini sa regalarci.

Grande soddisfazione abbiamo avuto nel vedere la gente avvicinarsi con curiosità ed entusiasmo al mondo fantastico dell’arco storico, che racchiude in se davvero tanto fascino, al punto di voler provare a tirare senza darci un minuto di tregua… e così circa quattrocento persone hanno provato quelle sensazioni che solo un arco di legno può trasmettere.

La cosa che personalmente più mi ha stupito è stato il constatare come tante persone, libere dal pregiudizio di iniziare per forza a tirare con un arco scuola moderno, sono state in grado di centrare bersagli a 15 metri con questi archi, senza avere mai tirato prima! Questo dovrebbe farci riflettere molto e comprendere quanto questo strumento che ha permesso ai nostri avi di cacciare e difendere la propria famiglia, sia così radicato nel nostro inconscio collettivo, da risvegliare in noi emozioni e sensazioni ataviche.

Lo spazio che gentilmente ci è stato messo a disposizione dall’organizzazione, era a dir poco magico e realmente suggestivo tanto da chiederci fino a notte inoltrata (oltre le 2.00!!) di provare a tirare e da intrattenere la gente anche dopo la nostra partenza di fine serata!

Un ringraziamento va sicuramente a tutto lo staff dei Teuta Lingones che ha lavorato davvero tanto per rendere questa splendida area golenale accessibile al pubblico, ed in particolar modo a Fabrizio Pirani, presidente e responsabile dell’organizzazione che ha creduto in noi e ad Alan Fabbri, senza il quale non avremmo avuto le preziose rotoballe di paglia per i tiri.

                                                                                                                                                                                                                                           Davide Lodi – Arcieri di Yr

 

Alcune fasi della rottura con i cunei di un ceppo di olmo stagionato 5 anni. Fase di costruzione dell’arco: sbozzatura da un quarto di ceppo dell’olmo precedente.

         

Stefano Benini all’opera con un attrezzo del mestiere… regolazione del taglio della pialla. Fasi della costruzione dell’arco: verifica della curvatura dei flettenti e relativa bilanciatura.

                                                                            

Ecco il risultato finale e i due archi funzionanti! Il nostro campo di tiro illuminato da fiacole e torce… veramente magico e suggestivo.

 

Stefano Benini e l’autore. Il popolo Celtico e i tiri…

 

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