IL DE-CAMERONE

 

Solo chi lo ha vissuto sa quale valore ha avuto per noi, un'esperienza di vera amicizia che ci ha unito come non mai e che ancora una volta ha ispirato Il Sommo Vate Druir il Mago Cavalier Ottondo, Claudio Carrai per coloro che non sono ancora iniziati. A voi la sua Ode.

Ode al Camerone

S’ode a destra Milocco che russa

a sinistra risponde una bronza:

d’ambo i lati s’emana una spussa

di scarponi e di persi calzin.

Pare quasi d’essere a Monza

all’avvio del rombante gipì

pel russar che potente salì

come l’urlo di cento muezzin.  

 

E già tarda che l’ora s’appresta

stanco l’uomo s’addorme nel letto,

in un lampo l’aere s’appesta

con potenti emission di scoregge.

Oh fratelli dall’inclito retto,

limitate le vostre emissioni,

contenete le vostre pressioni

altrimenti già il muro non regge!

 

Nella notte un gran coro si leva

di tromboni ci pare un concerto,

qualche insonne la testa solleva

sconsolato da tanto romor.

Ora il veglio risiede sconcerto

già sognando l’aurora lontana

e pensando alla vil settimana

che lo attende con grande tremor.

 

Ma alla fine il gran sole compare

e la stanza già pare una reggia,

non è il gallo possente a cantare

non è trillo di sveglia a frinir

ma una sola fremente scoreggia,

fuoriuscendo da anonime terga,

e ammorbando chiunque v’alberga

lo costringe dal letto a fuggir

 

Si solleva una bruma verdastra,

un fetore infernal è seguente,

del selciato già intacca la lastra

che par arte di mille demòn.

Donde viene st’inferno fetente?

si domandan gli arcieri sgomenti,

un gran dubbio pervade le menti:

sta a vedere che è in bagno Simòn!

 

Ecco come si attrezzano i più previdenti per superare il Camerone!!!

 

 

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